9 Maggio 2026 – 22 Novembre 2026

Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation a cura di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin.

Sede espositiva: Supernova, Cannaregio 3218/A – Fondamenta della Sensa e Sede Gervasuti Foundation – Palazzo Canova, Cannaregio 4998 – Calle Lunga Santa Caterina.

Produttore esecutivo: Alessandro Corona
Project Manager: Matteo Scavetta
Produzione: MilleEventi, Venice & Everywhere
Organizzazione: Techne Art Service e PRS SRL Impresa Color Cooperativa Sociale

Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia presenta la mostra Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation.

L’inaugurazione di giovedì 7 maggio, presso Gervasuti Foundation at Supernova, prevede alle ore 17:30 la Conferenza Stampa, alla quale seguirà una visita dell’esposizione con le curatrici, accompagnate dagli artisti, e infine un cocktail di benvenuto. L’ingresso è riservato alla stampa accreditata, ai visitatori accreditati alla pre-apertura di Biennale, ai titolari di Biennale Card e agli invitati del Padiglione che hanno confermato la loro presenza, fino ad esaurimento posti (RSVP tanzania.nationalpavilion@gmail.com).

In Minor Frequencies, la Repubblica Unita di Tanzania risuona come una delle frequenze che animano la Biennale Arte 2026. Il progetto ci invita ad assumere una postura laterale, ad ascoltare il rumore di fondo, oltre i grandi proclami. Perché il minore non è riduttivo. Il minore è intimo e prezioso. Porta con sé memoria, respiro e resistenza. E la Partecipazione Nazionale della Tanzania si accorda a questo coro minore riverberando il sentimento della Nazione non attraverso slogan, bensì secondo percezioni sussurrate, facendola emergere come presenza sensibile, organica.

Il progetto curatoriale ed espositivo ruota con grande armonia attorno alle opere degli artisti tanzaniani. Opere che si fanno espressione di frequenze interne che echeggiano ciascuna una linea di ricerca: il Corpo di Turakella Editha Gyindo; il Gesto di Lazaro Samuel; l’Archivio di Valerie Asiimwe Amani; la Mente di Amani Abeid.

La centralità di questi lavori funge da diapason al coro polifonico degli artisti provenienti da geografie plurali che, mediante i loro interventi creativi, espandono la vita interiore della Nazione Tanzania. Grazie a differenze formali e linguistiche, l’esposizione converge in un caleidoscopio artistico condiviso, uno spazio di ricerca che privilegia l’interiorità, l’opacità e l’ascolto rispetto alla spettacolarizzazione. In tal modo tutte le opere non solo rappresentano la Nazione, ma ne interpretano anche la dimensione più profonda, contribuendo ad amplificare il ruolo della Tanzania nel panorama internazionale dell’Arte Contemporanea.

In Minor Frequencies il dialogo e il confronto si fanno prolifici nel momento in cui si rende necessario superare il paradigma della costruzione di identità e rappresentatività culturale, per dare voce all’opera d’arte come sintesi propositiva del metodo di lettura delle comunanze e delle diversità geografiche, sociali, culturali. Si tratta di vagabondare attraverso luoghi che non ammettono distanza, poiché appartengono al “territorio magico” dell’arte. Dalla Tanzania a Venezia – e ritorno – l’architettura è mobile, composta da derivazioni, analogie e filiazioni intrinseche all’accettazione di un nomadismo che “si estende in reticoli”.

Nello spazio della mostra, le opere abitano un impianto scenico orchestrato con ritmica sincopata e non lineare, intervallata da quinte che accolgono installazioni multidisciplinari, collage, scritte poliglotte, luci, suoni, interventi grafici, pittura e scultura. L’obiettivo è posizionare lo sguardo laterale degli artisti tanzaniani come punto privilegiato di osservazione, nel tentativo di spostare e moltiplicare le prospettive attraverso l’incrocio e l’accoglienza di visioni alternative all’interno della «totalité-monde». La partecipazione della Repubblica Unita di Tanzania alla Biennale Arte 2026 rappresenta un segno di continuità con la precedente edizione del 2024. Se in quella scorsa edizione il Padiglione ha occupato uno spazio limitato, quest’anno la mostra si svolge presso una grande area di archeologia industriale, ponendosi sullo stesso piano delle principali nazioni del mondo.

Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania

alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation

Commissaria:

Leah Elias Kihimbi, Vicedirettrice per lo Sviluppo delle Arti presso il Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e dello Sport della Repubblica Unita di Tanzania

Curatrici:

Lorna Benedict Mashiba, Martina Cavallarin

Espositori:

Amani Abeid, Valerie Asiimwe Amani, Alice Andreoli, Christian Balzano, Silvia Canton, Patrizia Casagranda, Guk-hyun Cho, Mirko Demattè, Marie Denis, Xu Deqi, Jung Duri, Gheorghe Fikl, Anastasia Giuntoli-Starovoitova, Turakella Editha Gyindo, Jiang Heng, Fukushi Ito, Jennifer Lee, Andrea Marchesini, Zhang Meng, Gianni Moretti, Ahmad Nejad, Maria Elisabetta Novello, Jiyoon Oh, Ciro Palumbo, Andrea Papi, Angelo Orazio Pregoni, Lazaro Samuel, Roberto Saglietto, Joungeun Shin, Michele Tombolini, Xing Junqin, Zhai Xudong, Sasha Vinci, Sergi Zader, Jin Zhiqiang

Promotore:

Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e degli Sport della Repubblica Unita di Tanzania

In collaborazione con:

Rangi Gallery, Dar es Salaam, Tanzania; Gervasuti Foundation London-Venice

Organizzazione:

Produttore Esecutivo: Alessandro Corona
Responsabile del progetto: Matteo Scavetta
Rapporti Istituzionali: Michele Gervasuti
Produzione: MilleEventi – Venice & Everywhere
Organizzatore: Techne Art Service e PRS Impresa Sociale
Allestimenti: MilleEventi con Techne Art Service

Collaboratori:

Assistenti alla curatela: Antonio Caruso, Nora Negadi
Assistente alla progettazione: Alice Salvatico
Assistenti Rangi Gallery: Baraka Mlewa Chale; Nakunda Mshana; Mechtilda Sarungi
Social media: Francesca de Gottardo, Giulia Pozzi
Identità visiva, grafica e fotografia: Fludesign
Collaboratori al progetto: Roberta Bani, Marina Brandes, Natalia Gryniuk, Lin Hong, Giovanni Serradifalco

Con il supporto di:

Creation Africa; Ambassade de France en Tanzanie; Alliance Française de Dar es Salaam; Alkiva Capital; Artesicura; Association Clubul Rotary Cetate Timișoara; Baraza la Sanaa la Taifa – National Arts Council; BeOne Medicines Italia; BRUCHIUM Associazione Culturale; Casa d’Arte San Lorenzo; Collezione Sibilla; Daniela Diodato – Dadart Gallery; Gabrielli Steel Service Centre; Kodama Building; K Studio Design; Le Fondamenta Nove dell’Arte; Li Keran Academy of Painting; Lineapelle; MAIIIM; Modus Arte & Impresa; MUSA International; Ototeman Perfumes; Out of Africa Associazione Culturale; Serradifalco Editore; Spearhead; Studio Roncato Ingegneria Civile e Ambientale; UNIC – Concerie Italiane

Sedi espositive:

Gervasuti Foundation at Supernova
Cannaregio 3218/A – Fondamenta della Sensa

Orario estivo (dal 9 maggio al 27 settembre): 11:00 – 19:00
Orario autunnale (dal 29 settembre al 22 novembre): 10:00 – 18:00
Chiuso il lunedì (tranne 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre)
Come arrivare: La sede si trova a 500 m dalle fermate ACTV: Guglie (4.1, 4.2 e 5.1, 5.2); S.Alvise (4.1, 4.2 e 5.1, 5.2) e a 650 m dalla fermata S. Marcuola-Casinò (1 e 2)

Gervasuti Foundation – Palazzo Canova
Cannaregio 4998 – Calle Lunga Santa Caterina – Il Campiello
Sede non presidiata, liberamente fruibile nei seguenti orari:
Orario estivo (dal 9 maggio al 27 settembre): 11:00 – 19:00
Orario autunnale (dal 29 settembre al 22 novembre): 10:00 – 18:00
Chiuso il lunedì

Contatti:

tanzania.nationalpavilion@gmail.com | tanzanianationalpavilion.com

Ufficio Stampa:

Lara Facco P&C | www.larafacco.com | press@larafacco.com | Mobile (+39) 3492529989