L’amore finisce dove finisce l’erba. Dopo Vaia, il bostrico tipografo
30 Novembre 2025 – 3 Gennaio 2026
a cura di Martina Cavallarin con Antonio Caruso
Organizzata da Techne Art Service
In collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia
Con il patrocinio di Città Metropolitana di Venezia, Fondazione Dolomiti Dolomiten Dolomites Dolomitis UNESCO; Università degli Studi di Padova; Dipartimento DAFNAE dell’Università degli Studi di Padova; Dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova.
Sala del Camino, Fondazione Bevilacqua La Masa
Chiostro SS. Cosma e Damiano Giudecca 620, Venezia
30 novembre 2025 – 3 gennaio 2026
Opening 29 novembre dalle 17:00 alle 20:00
Orari visite da mercoledì a domenica dalle 10:30 alle 17:30
Informazioni: techneartservice@gmail.com
Venezia, 19 novembre – Siamo ormai consapevoli degli effetti della crisi climatica: gli eventi estremi non causano solo danni immediati, ma le loro conseguenze si propagano nel tempo. A causa della famigerata tempesta Vaia i milioni di alberi abbattuti hanno causato la proliferazione del bostrico tipografo, insetto autoctono diventato un flagello. Questo contesto è il punto di partenza per la ricerca e della sperimentazione artistica di Silvia Canton, incentrata sul recupero del legno schiantato e delle cortecce infestate. Ecco che così nasce la mostra personale Silvia Canton. L’amore finisce dove finisce l’erba. Dopo Vaia, il bostrico tipografo a cura di Martina Cavallarin con Antonio Caruso, organizzata da Techne Art Service A.p.s che avrà luogo presso la prestigiosa Sala del Camino della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia dal 30 novembre 2025 al 3 gennaio 2026.
Le cortecce degli alberi abbattuti, raccolte personalmente dall’artista, sono destinate a decomporsi in breve tempo e per tale motivo sono diventate l’anima delle sue opere, affinché possano esprimere, con le loro fibre accartocciate e le fitte trame create dal bostrico, tutto il dolore delle ferite inferte dagli effetti dello sconvolgimento climatico e dalle scelte dissennate dell’umanità. Partendo da questa epidemia, la mostra tocca temi profondamente sentiti dalla collettività, come i cambiamenti climatici, la fragilità dei cicli naturali e il rapporto tra umanità e ambiente. Il progetto travalica i sempre più labili confini tra discipline e oltre a promuovere l’arte come linguaggio capace di generare consapevolezza, dialogo e partecipazione, abbraccia un concreto apparato scientifico testuale e video fornito da professionisti e docenti, di cui la documentazione fotografico/giornalistica con testi di Luigi Torreggiani e Pietro Lacasella, la supervisione scientifica di Emanuele Lingua e Massimo Faccoli e l’approfondimento sui macro-temi di Arte e Scienza a cura del professore emerito Raffaele Cavalli.
Silvia Canton. L’amore finisce dove finisce l’erba. Dopo Vaia, il bostrico tipografo sarà inaugurata a partire dalle ore 17:00 sabato 29 novembre presso la Sala del Camino. Il vernissage prevede un ricco programma che raggiungerà il suo momento culminante alle ore 17:45, con la presentazione della mostra da parte dei curatori e degli organizzatori. A seguire, interverranno i ricercatori, i professionisti e gli imprenditori che hanno contribuito alla realizzazione della personale. Al termine degli interventi, il pubblico potrà visitare in anteprima la mostra accompagnato dalla stessa Silvia Canton e da Martina Cavallarin e Antonio Caruso. La serata si concluderà alle ore 20:00 con un piccolo aperitivo.
Silvia Canton. L’amore finisce dove finisce l’erba. Dopo Vaia, il bostrico tipografo è patrocinata da: Città Metropolitana di Venezia; Fondazione Dolomiti Dolomiten Dolomites Dolomitis UNESCO; Università degli Studi di Padova; Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse naturali e Ambiente DAFNAE dell’Università degli Studi di Padova; Dipartimento Territori e Sistemi Agro-Forestali TESAF dell’Università degli Studi di Padova. È inoltre sostenuta da: Amorim Cork Italia SpA; Fondazione Silla-Ghedina; Studio Roncato Ingegneria civile e ambientale; Zoppas Industries-IRCA S.p.A. Industria Resistenze Corazzate e Affini; Arte Veneta – Antitarlo a microonde di Zeno Vettorazzo; e vede come partner tecnici: L’AltraMontagna; Marigraf srl; Fratelli Colle; People; Santi Catering; Tecno Sugheri.
La mostra è raggiungibile in vaporetto ACTV con le linee 2, 4.1 e 4.2 e scendendo alla fermata Palanca.
Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a techneartservice@gmail.com
Silvia Canton è un’artista veneta la cui ricerca si fonda sul recupero di materiali di origine naturale, con particolare attenzione ai delicati argomenti del clima, dell’ambiente e della sostenibilità. Si diploma in Scenografia Teatrale con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dopo gli studi, affianca per diversi anni la costumista Odette Nicoletti in qualità di assistente grafica, collaborando a Roma e a Venezia con importanti professionisti del teatro e del cinema, tra i quali il regista Ettore Scola.
Dal 2007 sviluppa la passione per la pittura, intraprendendo un’assidua attività espositiva in mostre personali e collettive in Veneto oltre che a Napoli, Firenze, Rovereto, Vienna, Berlino, Parigi, Chicago, Shanghai, Monte Carlo. La sua ricerca la porta a collaborare con il gruppo Amorim che la invita anche a realizzare un’opera urbana permanente sulle colline di Radda in Chianti (SI). Attualmente vive e lavora a Castelfranco Veneto.
