Testo critico - Andrea Brunello

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L’arte di Silvia Canton nasce dalle piccole cose, dagli aspetti semplici della vita quotidiana. È una lente di ingrandimento sui particolari che ai più passano inosservati perché, come lei stessa dichiara “non sappiamo più guardare”.
Distratti dai rumori di una vita sempre più frenetica passiamo ignari davanti ai dettagli della natura che sono invece al centro dei dipinti di questa giovane artista. Gocce di pioggia, tronchi d’albero, salici, ranuncoli, il fiume Sile: questi i soggetti dei suoi quadri, quasi tutti grandi e di formato quadrato.
Quello che più mi ha stupito, e continua ancora a stupirmi quando guardo le opere di Silvia Canton, è lo scarto netto tra la semplicità di una fonte di ispirazione così apparentemente piana e la forza dirompente che i suoi quadri emanano.
Non c’è quiete nei suoi dipinti: tutto è ricerca, osservazione, scoperta continua e incessante. Colpisce il cromatismo delle sue tele, questi colori decisi ,dove i blu si alternano ai rossi, e che svelano un’interpretazione tutta personale a discapito della mera rappresentazione. È il carattere dell’artista, la sua più intima personalità, che si fa spazio ed emerge attraverso la rappresentazione della natura.
Con pennellate instancabili, Silvia Canton sembra imbrigliare la tela con un’insistenza del tratto che non è mai lasciato al caso. Vedo riflesse nei suoi quadri le volute dei sui ricci capelli ramati in una rispondenza perfetta tra l’animo dell’artista e il suo lavoro. L’affastellarsi delle pennellate continue non lascia spazio all’indifferenza, ma cattura lo sguardo costringendolo a seguire i vortici e le spirali dei suoi dipinti.
“Dentro l’albero”, ad esempio, mi strega per l’avvicendarsi dei rami che da radi diventano, in basso, sempre più fitti. E poi la luce chiara e adamantina che penetra le fronde lasciando lo sguardo libero di vagare. Quasi che la parte alta dell’albero fosse in disaccordo con quella più in basso e instaurasse così un dialogo che si crea appunto dentro l’albero.

Nelle “Gocce di pioggia” scorgo invece un’attenzione per il particolare minuto e lieve a cui Silvia Canton dona sostanza ponendolo, anche solo per un attimo, al centro del Mondo. Il rosso e l’oro si avvicendano su questa tela creando preziosi ricami ed evocando, forse inconsciamente, la sua esperienza nel settore del costume teatrale.
La caparbietà di chi ha deciso di inseguire il sogno di fare l’artista e di percorrere una strada in salita, senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà, si percepisce, a mio avviso, proprio in questi dipinti così personali che, con il pretesto di narrare un accidente della natura, si rivelano invece racconti privati di un animo profondo.

Andrea Brunello (Amministratore delegato di Artematica)

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